“Affair” Parchi di Nervi

0
1560

Abbiamo deciso – per scelta editoriale – di aspettare qualche giorno prima di uscire con un nostro pezzo riguardo il fascicolo TopSecret con nome in codice “Parchi di Nervi”. Sembra quasi un dossier in perfetto stile 007; manca solo James Bond a sfrecciare con la Jaguar super accessoriata tra i viali. Perdonateci la digressone e la forzatura ma il problema della riapertura e il modus della stessa lascia spazio davvero a qualche dubbio.

Da una parte c’è l’istituzione che, dopo consulte e pareri di tecnici, propone la riapertura delle ville con biglietto d’accesso ai prati e al roseto; dall’altra ci sono le associazioni che si schierano per l’ingresso libero (come è sempre stato). In mezzo c’è un dato reale e sensibile: ovvero la necessità di rendere fruibile il polmone verde della città distrutto dai venti che hanno sferzato il Levante genovese.

“Sbagliato far pagare – grida a gran voce Andrea Agostini di Legambiente – A New York o Londra i parchi pubblici sono pubblici e nessuno paga per entrare”. Il Municipio IX Levante, nella persona del Presidente Nerio Farinelli risponde: “Non sarei neanche così contrario all’idea del pagamento, dal punto di vista teorico. Tuttavia è innegabile che questa resta l’ultima spiaggia. Potrebbe avere senso affidare la gestione della Piscina Gropallo e ai Bagni Scogliera alle ville stesse. Nel momento in cui sarà nominato un curatore dei Parchi questa dovrebbe essere una delle prime azioni da adottare”.

Ma il Comune punta su altre rotte: quelle degli eventi. Perché seè vero che il Sindaco Marco Doria rallenta sulla questione biglietto, vede più attuabile una creazione di attività e di eventi – a pagamento – all’interno dei parchi. Situazione che andrebbe a creare indotto da poter reinvestire per la gestione e la manutenzione.

Ipotesi, idee e tanta teoria. Allo stato attuale la pratica vede solamente i giardinieri e gli operai di Aster impegnati a smaltire ramaglie, tronchi e alberi abbattuti sui prati. I tempi per la riapertura – pare – siano biblici. Un caso, per davvero, “alla James Bond”.

LASCIA UN COMMENTO