«A Natale addobbate corbezzoli, allori e mirti. Non abeti», questi saranno poi piantati sul Moro

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L’albero di Natale dev’essere per forza un abete? «Certo che no», parola di Matteo Ciappina, volontario primo ed esponente del movimento verde “A Thousand Trees Project”: associazione che da tempo ha come scopo quello di ripopolare di specie autoctone la costa del monte Moro.
«Ogni anno – spiega Ciappina – vengono prodotti e tagliati circa sessanta milioni di alberi di Natale in Europa e trentasei milioni negli Stati Uniti. Anche se, di solito, si tratta di abeti coltivati ​​appositamente per l’occasione, c’è sicuramente un impatto impressionante sull’ambiente. Per questo riproponiamo l’ esperimento del Corbezzolo di Natale».
Presentandosi a nome del progetto “A Thousand Trees Project” sarà possibile chiedere, come alternativa al classico abete, un arbusto autoctono a prezzo calmierato.
«Questo – prosegue Ciappina – potrà poi essere addobbato come da tradizione ligure e una volta finito il periodo festivo, potrete riportare la pianta al vivaio o, molto meglio, venire con noi a piantarle (sul monte Moro, ndr) nei weekend subito dopo le feste».
Sarà possibile trovare i corbezzoli, mirti e allori di Natale a:
Levante: presso il Vivaio Savarese, Corso Europa, 1899, 16167
Centro: presso Vivaio Peirano, Via Somalia, 14, 16146
Ponente: presso Robiglio Giovanni, Viale Modugno 31, 16156
L’ anno scorso fu un successone, ci riproviamo?

Nella tradizione ligure prima che arrivasse l’ ormai classico abete, si addobbavano alloro, corbezzolo e ginepro. «Le prime due – spiegano i volontari – possono essere ripiantumate dopo le feste sul monte Moro. Come sempre la nostra funzione è solo di portare a conoscenza dell’opportunità e non guadagniamo un euro sull’operazione. Chi ci guadagnerebbe sarebbe il nostro monte che ospiterebbe, alla fine delle feste, il vostro alberello».

1 COMMENTO

  1. Certo che piantare sul Moro gli allori che sono tra gli alberi che prendono fuoco più facilmente mi sembra proprio un’ideona……

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