Codice fiscale, come si ricavano i caratteri che lo compongono?

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Vi siete mai chiesti cosa significano le cifre del codice fiscale? Ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e ci viene richiesto praticamente ogni volta che c’è bisogno di rilasciare dati personali, per l’espletamento di molti servizi, pubblici o privati. Eppure molte persone non hanno idea di cosa significhi quelle lettere e quei numeri messi uno dopo l’altro.

Tanti neanche hanno idea di quale sia il proprio codice fiscale e, a meno che non abbiano la tessera sanitaria a portata di mano, difficilmente riescono a ricordarlo a memoria o, peggio, calcolarlo a mente.

In realtà oggi questo intoppo può essere tranquillamente superato, usufruendo di uno dei tanti servizi online dedicati al calcolo del codice fiscale, come CodiceFiscale.com, per citarne uno dei più affidabili. Questo funziona in modo molto intuitivo, richiedendo all’utente di inserire nel form solo le informazioni relative al nome, cognome, data e luogo di nascita, così da restituire il codice esatto. Richiamando quanto spiegato proprio su questo sito, ad esempio, va precisato innanzitutto che

il codice fiscale è composto da 16 caratteri alfanumerici, di cui i primi 15 si riferiscono al cognome, al nome, all’anno, al mese, al giorno e al comune di nascita. L’ultimo, invece, definito carattere di controllo, viene calcolato in base a un preciso metodo.

Ma quale criterio utilizzano gli algoritmi di questi siti di calcolo online per ricavare il codice fiscale esatto? Esattamente gli stessi che ne regolano la composizione.

Per essere più dettagliati, infatti, va detto che le prime tre lettere rappresentano le prime tre consonanti del cognome. Nel caso in cui ci siano meno di tre consonanti, vengono aggiunte le vocali nell’ordine in cui si presentano.

I successivi tre, invece, rappresentano il nome e il procedimento è simile a quello del cognome, tranne che nel caso in cui ci siano più di tre consonanti. In questo caso, si prendono in considerazione la prima, la terza e la quarta consonante.

Riguardo alla stringa numerica, i primi due numeri fanno riferimento alle ultime due cifre dell’anno di nascita, mentre per il mese è più complicato, perché si inserisce la lettera corrispondente al numero del mese di nascita.

Il numero che indica il giorno di nascita, invece, viene aumentato di 40 solo nel caso delle donne. La parte più difficile, invece, riguarda proprio gli ultimi 5 caratteri del codice, che indicano il comune di nascita il carattere di controllo. Quelli tocca necessariamente conoscerli a memoria.

In particolare, li si ricava dalla conversione dei primi 15 caratteri in numeri, secondo una tabella specifica. I valori ottenuti vengono sommati e il totale viene diviso per 26. Il resto della divisione viene convertito in un carattere di controllo utilizzando un’altra tabella di corrispondenza. Questo carattere di controllo viene aggiunto al codice fiscale per completarlo.

Non esattamente come bere un bicchiere d’acqua, ma conoscere i passaggi può sempre tornare utile.

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