Capolungo e la spiaggia di De André “serrata”

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Da ormai due mesi, la spiaggia di Capolungo – quella da cui nasce la creuze che porta al casello di “Bocca di Rosa” così tanto amato da Fabrizio De André – è chiusa da grosse transenne che vietano l’accesso alla battigia ai residenti e ai visitatori.

Da quella terribile notte di ottobre in cui le onde hanno sferzato, violentemente – insieme al vento su tutta la Liguria -, la marina di Sant’Ilario non è stata risparmiata. Dai giorni successivi, i tecnici di Aster, hanno transennato per motivi di sicurezza la spiaggia ma, da quel momento in poi, nulla è stato più fatto e la baia di Capolungo è off limits.

Mario Benvenuto, presidente della società sportiva Sant’Ilario, ha voluto scrivere una lettera non solo al presidente del municipio levante Francesco Carleo ma anche a Il Nerviese.

“Sono il Presidente della Società Sportiva S.Ilario a Capolungo / Rione S.Ilario che gestisce da una decina di anni lo scalo e la spiaggia di Capolungo con articolo 45 bis, ancora una volta, come nel 2007 , 2009 , 2011 , 2014 , 2016 , 2017 , sono a scrivere per informarla dei danni subiti allo scalo in gestione
aggiornando a quest’ultimo evento della notte tra il 29 e 30 ottobre 2018.

Premesso che lo scalo-spiaggia è esposto ai marosi provenienti da tutti i venti e senza nessuna protezione, nello specifico allo scirocco da S-E sui 135°, ostro o mezzogiorno da SUD sui 190° e il libeccio da S-O sui 225°.

Mi permetto di esporre alla Sua attenzione alcune foto che evidenziano i danni attuali: la situazione è estremamente complessa : ci sono i tombini distrutti dai marosi e la fogna spande liberamente a mare, lo scarico di troppo pieno a 400 mt dalla riva è distrutto , la platea del rivo in cemento armato, a centro spiaggia è distrutta e il deflusso dell’acqua perde la velocita prevista incontrando un fondo non omogeneo, la doccia e il relativo terrazzino sono perdute, lo scalo ha un dislivello di mt 1,80 a filo mare ovvero mancano gli ultimi 5 scaloni . Le imbarcazioni/ posti 15, che abbiamo in gestione, per le quali paghiamo un canone di circa 4500 euro anno al Comune di Genova, sono bloccate nella pubblica via e tutto lo scalo è transennato .
CHIEDIAMO
-nell’ immediato un ripascimento con almeno 500/600 mc da mantenere costante nel tempo, da eseguirsi con un pontone da bassi fondali .
-la ripresa delle opere perdute.
-la messa in sicurezza della platea del rivo.
-una riduzione del canone o l’abbattimento per i mesi a venire.
-facendo riferimento al Palio Marinaro e al suo disavanzo, riteniamo doveroso che la quota a noi spettante venga divisa fra i rioni marinari che hanno subito i danni più ingenti”.


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