Cercasi fondi e senso civico

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Ci sono posti difficili da descrivere. Luoghi che portano lontano nel tempo. Angoli dove si ha la sensazione di camminare nel passato. Nonostante siano in pieno centro, nel cuore di Nervi, a pochi passi dalla centralissima Piazza Pittaluga. Quella che per tutti è sempre stata, è e sarà sempre “la piazza”. Tra questi Via Lucchi. Una traversa a sinistra di Via Marco Sala. Un viottolo lungo e stretto, impervio e sinuoso, che nel tratto iniziale ha le sembianze di una tipica creuza genovese. Uno spaccato della Nervi ieri.

fontana via lucchi (1)

FONTANA – A completare l’idillico quadro, proprio all’imbocco della viuzza, salendo sulla propria destra, si incontra un’antica fontana pubblica risalente al Settecento, sovrastata da un’edicola votiva in marmo, contenente una pala a lunetta con l’immagino di Nostro Signore recante un’iscrizione in latino che cita un’operazione di restauro datada 1816 “Unanimis Populus Nerviensis ad Publicum Benefici Restauravit Anno 1816 7bris”.

VALORE – Storicamente le fonti d’acqua sono sempre state un punto di riferimento per la comunità. Oggi potrebbero essere un modo nuovo e intelligente per servire la collettività. Un modo che consentirebbe, grazie all’uso di acqua sicura e di qualità proveniente dagli acquedotti, la riduzione del consumo di bottiglie di plastica e la promozione di uno stile di vita più attento all’ambiente e meno costoso per tutti.

Le edicole votive stradali, invece, sono sempre state un punto di aggregazione e di riferimento per tutto il vicinato come luogo di culto per recitare orazioni nel corso della giornata, oltre che essere poste a protezione della strada stessa. E come espressione di arte, ma anche e soprattutto testimonianza della religiosità popolare andrebbero pertanto tutelate, a prescindere dal loro valore più o meno grande.

DEGRADO – Purtroppo, però, la fontana di Via Lucchi versa in stato di degrado. E non scarica più acqua. I Nerviese chiedono da tempo un intervento risolutivo. Recentemente su di essa è stato affisso anche un cartello cartaceo con sopra scritto a mano “Non usare. Fontana del 1790 otturata. Non vengono a ripararla”. E così l’edicola. Il marmo andrebbe ripulito, la scritta è corrosa.

INTERVENTO – Nel 2014, il Municipio Levante, con la finalità di tutelare il territorio, si era fatto promotore di un progetto di recupero parziale. L’intervento, da realizzarsi grazie ai fondi provenienti dai ribassi d’asta ottenuti dopa la realizzazione del marciapiede di Via Oberda e Via Sala, avrebbe dovuto ridare l’acqua alla fontana, per metterla di nuovo in funzione del corso delle manifestazioni più importanti, e ripulire l’edicola. Ma purtroppo, come spesso accade, non se ne fece nulla. La causa? La mancanza di una adeguata disponibilità economica.

ATTI INCIVILI – Ma il degrado, oltre che alla carenza di fondi sufficienti per le manutenzioni necessarie, purtroppo, è spesso dovuto anche al comportamento incivile degli abitanti con cui anche Via Lucchi si è trovata a dover fare i conti. La fontana viene spesso utilizzata come portacenere. La torcia che tenevano in mano i due angioletti posti ai lati della lunetta dell’edicola è stata rubata. Comportamenti che, anche se piccoli, vanno ad incidere sul decoro del territorio e ad avere conseguenze anche dal punto di vista economico. A questi comportamenti sarebbe opportuno trovare rimedio.

SOLUZIONI – Come? Un’ipotetica soluzione potrebbe essere, in coerenza con l’orientamento del Municipio Centro Est del Comune di Genova, l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’educazione civica e delle cura e del rispetto dei beni pubblici. Si potrebbe (ri)cominciare da qui.


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