Galeazzi, un nerviese alla NASA

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Il professor Massimiliano Galeazzi, professore di fisica, non è nuovo a lavorare con gli scienziati e gli astrofisici della NASA. Già nel 2018 ha partecipato alla campagna “Poker Flat Sounding Rocket Campaign” con la NASA e altre istituzioni accademiche per lanciare tre razzi nello spazio esterno da un sito in Alaska.

Per quella missione, Galeazzi è stato il principale investigatore della missione DXL (Diffuse X-rays from the Local Galaxy), che è stata progettata per studiare i raggi X provenienti da due diverse fonti nello spazio. Ora, mentre la NASA si appresta a tornare sulla Luna e guarda verso Marte, Galeazzi si trova ancora una volta sull’orlo dell’esplorazione scientifica e spaziale come membro di un team creato per studiare la Luna ed esplorarne la superficie, nell’ambito del programma lunare Artemis.

La NASA ha selezionato 12 nuovi mezzi scientifici e tecnologici per studiare la Luna e la sua superficie. Le nuove indagini  hanno lo scopo di aiutare la NASA a inviare astronauti sulla Luna entro il 2024 e a preparare gli esseri umani per i viaggi spaziali su Marte.

Galeazzi è stato selezionato per lavorare sull’Heliospheric X-ray Imager (LEXI), che è stato progettato per catturare immagini dell’interazione della magnetosfera terrestre con il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole, chiamato vento solare.

“LEXI è un’opportunità straordinaria”, dice Galeazzi. “Dal punto di vista scientifico, la Luna offre un punto di vista unico per studiare la Terra e il livello superiore della sua atmosfera. Da un punto di vista più personale, far parte della prima serie di missioni sulla Luna, 50 anni dopo l’atterraggio dell’Apollo, è semplicemente un sogno che diventa realtà”.

Altri progetti che fanno parte del programma lunare Artemis includono il MoonRanger, che è un piccolo rover in rapido movimento che può guidare oltre il raggio di comunicazione con un lander e tornare ad esso. Il MoonRanger mapperà il terreno e trasmetterà i dati per il futuro miglioramento del sistema.

C’è anche il progetto Lunar Instrumentation for Subsurface Thermal Exploration with Rapidity (LISTER), che è uno strumento progettato per misurare il flusso di calore dall’interno della Luna.

La sonda tenterà di perforare da 7 a 10 piedi nella superficie lunare per indagare le proprietà termiche della Luna a diverse profondità. I piani di esplorazione lunare della NASA si basano su un approccio a due fasi: La prima è focalizzata sugli astronauti che atterreranno in velocità sulla Luna entro il 2024, mentre la seconda stabilirà una presenza umana sostenuta sulla Luna entro il 2028.

Galeazzi ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Genova nel 1999. È stato premiato per le sue ricerche con un premio di facoltà dell’UM College of Arts and Sciences nel 2005 e ha ricevuto il Robert H. Goddard (RHG) Exceptional Achievement Award dalla NASA nel 2016 e il RHG Director’s Team Recognition Award nel 2008.

Nel 2017 è stato eletto nel consiglio di amministrazione della Miami Scientific Italian Community.

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