Giù le mani dalla piscina di Nervi, il nostro album di famiglia

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C’è qualcuno che vuole distruggere l’album di famiglia di Nervi cancellando la piscina e oltre 50 anni di storia sportiva e sociale. Circola in modo ufficioso un progetto che vorrebbe demolire la piscina e rinaturalizzare l’area allargando lo specchio d’acqua.
Quali sarebbero i benefici? Non è dato sapere: si possono, però, fare alcune ipotesi. Sicuramente, quell’area non diventerebbe balneabile così come non lo è adesso il porticciolo ma resterebbe una struttura di IV categoria ad uso delle imbarcazioni. Chi sarebbero i fruitori? Anche in questo caso l’assenza di un pubblico dibattito nuoce alla comprensione della proposta.

In termini economici, comunque, quel tipo d’intervento non costerebbe meno di € 500.000!
Gli attuali sostenitori della demolizione della piscina nel 2010 furono latori di un’iniziativa di ben altro spessore. L’idea fu quella di riqualificare il porticciolo utilizzando gli stessi materiali con cui in origine era stato realizzato il porticciolo riportandolo così all’antico splendore.

C’è un punto che stride profondamente con l’attuale proposta: la piscina non era minimamente toccata!
Quel progetto fu approvato dall’Amministrazione Comunale: si chiama SOI ovvero Studio Organico d’Insieme e, al di là del nome, ha effettivamente una caratteristica d’insieme che non è dato rinvenire nell’attuale proposta demolitoria. Sarebbe interessante sapere che cosa sia cambiato in questi pochi anni!
Il progetto del Municipio Levante e dell’Amministrazione Comunale nacque al termine della campagna elettorale del maggio 2012. Marco Doria volle tenere l’ultimo incontro con i cittadini a Levante, nel porticciolo di Nervi. C’ero anch’io e, con me, gli attuali Consiglieri di maggioranza. Ricordo ancora adesso con i brividi, anche se la cosa può far sorridere, il porticciolo pieno di gente, di ragazze e ragazzi con i loro genitori.

La piscina era stata restituita da pochi giorni dal Presidente della Società Sportiva Nervi al Comune per gravi problemi gestionali. I ragazzi e le loro famiglie erano preoccupati perché sentivano di aver perso un luogo di grande socializzazione. In quell’occasione fummo investiti da un’ondata di paura ma anche di fiducia: era il popolo, in carne ed ossa, che ci chiedeva di riaprire la piscina!

Questo è il vantaggio che, come amministratori abbiamo rispetto a chi svolge più o meno segrete elaborazioni: noi siamo stati incaricati di rifare la piscina dai cittadini!
Nel corso di questi anni il Municipio Levante ha attivato un processo partecipato con i cittadini, conclusosi un anno fa, per definire le caratteristiche della piscina e dei suoi fruitori.
Ci siamo preoccupati degli aspetti gestionali che così gravemente hanno inciso sulla precedente esperienza e abbiamo convenuto che una equilibrata gestione non possa prescindere dalla riduzione della vasca che passerebbe dai 33 m. ai 25 m. Inoltre, abbiamo previsto che la copertura sia rimuovibile, l’arretramento della piscina con collocazione degli spogliatoi in prossimità del molo.

Abbiamo anche stabilito che i fruitori dovranno essere gli sportivi delle squadre agonistiche del nostro territorio insieme ai frequentatori dei corsi di nuoto e del tempo libero.
La vocazione pubblica della piscina sarà garantita dal coinvolgimento delle scuole e dalla messa a disposizione nei confronti degli utenti con diverse abilità. Abbiamo ribadito che le soluzioni progettuali del SOI fanno parte degli obiettivi di questo Municipio.

Che cosa è andato storto allora?
L’attività del Comune, dopo aver inserito la ristrutturazione della piscina nel programma triennale 2014-2017 e poi 2015-2017, si è improvvisamente fermata. Non ha fatto partire la progettazione definitiva e ha dato l’impressione di non ritenere l’opera di carattere primario agevolando così i nemici della piscina che si sono ringalluzziti.

Lo scorso 4 luglio il Municipio Levante ha votato all’unanimità una mozione in cui chiede al Comune di Genova tre cose:
1) l’affidamento del progetto definitivo ad un professionista secondo le linee guida che il Municipio ha prima convenuto con i cittadini e poi approvato;
2) la ricerca in tutte le direzioni del necessario finanziamento;
3) la sottoscrizione da parte del Sindaco di un protocollo d’intesa con il Presidente del Municipio, le Società Sporting Club Quinto e Sportiva Sturla, il Coni, la Fin, il Civ, la Società Nazionale Salvamento, la Società Salvamento Sezione Nervi, il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Quinto-Nervi, Legambiente, accordo che testimonierebbe di un impegno forte a favore della piscina perché assunto sia con le istituzioni sia con la società civile e vincolerebbe la prossima Amministrazione Comunale e Municipale.

E’ bene ricordare che la piscina di Nervi non appartiene agli abitanti del porticciolo ma a Nervi e a tutto il territorio del Levante e, come ogni bene comune, svolge una funzione di grande aggregazione nella società e consente principalmente ai nostri giovani di praticare lo sport, di
condividere un impegno con i loro coetanei e di abituarsi alla leale competizione contribuendo a scacciare la noia esistenziale e la solitudine informatica.
Non facciamoci scippare della piscina che è il nostro album di famiglia. Più di 50 anni della nostra storia sono racchiusi in quella vasca, più generazioni l’hanno frequentata e sono diventate adulte. Impegniamoci tutti insieme affinchè ciascuno di noi possa ritrovare lo sguardo sognante di Nanni Moretti che, nel film “ Palombella rossa”, dalla passeggiata di Nervi guardava estasiato il porticciolo e la piscina, con la sacca sulle spalle, perché di lì a poco avrebbe giocato a pallanuoto in quel posto splendido.

Nerio Farinelli
Presidente Municipio Levante


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