Influenza e Coronavirus secondo l’OMS

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Cari nerviesi, 

quello che leggerete sotto NON E’ un’analisi medica o un compendio che riassume cosa e come si evolva il Covid-19. Non siamo in grado assolutamente di redigerlo, figuratevi di raccontarvelo. Tutto ciò che leggerete di seguito è semplicemente una stima di dati e numeri estrapolati dall’unica fonte autorevole – in tal senso seguite anche e soprattutto i post e quanto afferma Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova – ovvero l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Leggete con attenzione e ognuno, a modo proprio, tragga le conclusioni che meglio crede.

Il Direttore, Matteo Sacco

Come riportato nel sito dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’influenza è causata da un’infezione virale che si diffonde facilmente tra le persone, circola in tutto il mondo e può colpire a ogni età. Le differenze climatiche fanno sì che nelle Regioni temperate il virus circoli con maggiore intensità nei mesi invernali mentre nelle Regioni tropicali sia presente tutto l’anno. Globalmente, ogni anno, il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta (vale a dire da 350 milioni a 1 miliardo di persone), un’incidenza che sale al 20-30% nei bambini. Tra i 3 e i 5 milioni di casi di influenza riportati annualmente evolvono in complicanze che causano il decesso in circa il 10% dei casi (vale a dire da 250 a 500 mila persone), soprattutto tra i gruppi di popolazione a rischio (bambini sotto i 5 anni, anziani e persone affette da malattie croniche). Gli effetti del virus influenzale non sono uguali nel mondo. Nei Paesi industrializzati l’influenza si rivela fatale soprattutto tra le persone di età superiore ai 65 anni. L’impatto nei Paesi in via di sviluppo non è noto con certezza, tuttavia si stima che l’influenza causi un’elevata percentuale di decessi tra i bambini.

A livello mondiale la sorveglianza dell’influenza fa riferimento al WHO Global Influenza Surveillance and Response System (Gisrs) che effettua sia la sorveglianza epidemiologica sia la sorveglianza virologica, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione dei virus influenzali (caratteristiche antigeniche e genetiche dei virus stagionali circolanti) e di emanare le raccomandazioni per la diagnostica di laboratorio, la composizione del vaccino stagionale, la suscettibilità dei virus influenzali ai farmaci antivirali e la valutazione del rischio.

Per quanto riguarda l’influenza pandemica, la sorveglianza mira a valutare le caratteristiche antigeniche e genetiche di sottotipi o varianti virali che hanno recentemente infettato l’uomo e dei virus A(H7N9) e A(H5), per individuare i ceppi candidati alla composizione del vaccino nell’ambito dei piani di preparazione pandemica. Infine il sistema serve come meccanismo di allerta globale in caso di emergenza di potenziali virus pandemici.

Covid-19. Ebbene, secondo una Dashboard di controllo – una mappa per visualizzare e tracciare i casi segnalati – creata, mesi fa, da un gruppo di scienziati dell’americana Johns Hopkins University (negli Stati Uniti) il Coronavirus ha contagiato fino a questo momento 86.986 i tutto il mondo, facendo 2.979 vittime con la guarigione di 42.576 persone. Anche qui è bene essere più precisi. Evitando di scendere nel dettaglio di contagiati sintomatici o asintomatici, decessi a causa del Coronavirus o in seguito alla complicazione causata sì dal Coronavirus ma in un quadro già compromesso per patologie preesistenti e persone “guarite” che – in molti casi – non hanno neanche avuto i sintomi è bene tornare all’analisi dei dati; questa volta in percentuale.

Nel mondo il Covid-19 – fatte le debite premesse sopra – ha contagiato in forma accertata qualcosa come lo 0,00ecc della popolazione mondiale, provocandone la morte per una percentuale ancora più bassa. Scendendo nel dettaglio dei numeri, su 86.986 casi accertati sono 2.979 le vittime (3,42%) e 42.576 (48.95%) le guarigioni accertate.

In conclusione è bene fare presente quanto dichiarato dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri: “Essere positivi al tampone non vuol dire essere malati, anzi la stragrande maggioranza di quelli risultati positivi non si ammalerà e molto probabilmente, quando verrà ripetuto il tampone, si negativizzerà. Il virus nella maggior parte dei casi è asintomatico, nell’85% dei casi i sintomi sono minimi o inesistenti, in pochi casi è necessario il ricovero in ospedale e in pochissimi in terapia intensiva”.

Link utili:

https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/influenza-(seasonal)

https://experience.arcgis.com/experience/685d0ace521648f8a5beeeee1b9125cd

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