Investire nell’economia reale è possibile, con i Piani Individuali di Risparmio

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a cura di Ivana Traverso

Nell’ottica di convogliare parte dei risparmi privati spesso lasciati fermi su conto correnti e depositi non remunerati, sono stati introdotti nel 2017 i Piani Individuali di Risparmio (PIR).

Nella loro versione originaria i PIR possono essere sottoscritti da persone fisiche residenti in Italia, nel limite di 30mila euro annui e di 150mila euro totali, i cui rendimenti beneficiano di un regime di esenzione fiscale a condizione che siano detenuti per almeno 5 anni e rispettino alcune condizioni. Tra queste, che almeno il 70% del Piano sia investito in strumenti finanziari emessi da società italiane (o negli Stati membri dell’ Unione Europea e dello Spazio economico europeo con stabile organizzazione in Italia) e che di questo 70% almeno il 30% sia investito in società non quotate sul FTSE MIB o indici equivalenti.

Con il decreto Rilancio sono stati inseriti i PIR alternativi che a differenza dei precedenti, vogliono far confluire il risparmio verso le piccole e medie imprese non quotate, particolarmente esposte alle conseguenze della crisi pandemica.
La nuova versione mantiene gli stessi vantaggi fiscali ma cambia le soglie di investimento che possono arrivare fino a 300 mila euro l’anno e 1,5 milioni di euro in totale.
L’ulteriore novità riguarda un credito di imposta pari alle eventuali minusvalenze derivanti dagli investimenti fatti nei piani entro il 31 dicembre 2021, sempre con il vincolo di detenzione di almeno 5 anni.
Il credito sarà utilizzabile in 10 quote annuali di pari importo direttamente in dichiarazione dei redditi, ovvero in compensazione mediante F24 a partire dalla fine dei cinque anni di detenzione, quindi dal 2026.

Se utilizzati adeguatamente, gli investimenti alternativi possono essere un mezzo ideale per diversificare e bilanciare il portafoglio e diluire i rischi degli investimenti, ampliando l’universo investibile; inoltre, si tratta di investimenti a supporto dell’economia reale e di investimenti in un’ottica di medio lungo termine. Tuttavia date le particolari caratteristiche, l’eventuale inserimento in portafoglio va valutato e ben ponderato con il proprio consulente, tenuto conto del profilo di rischio e della capacità patrimoniale individuali.

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