La stazione abbandonata

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La biglietteria è stata dismessa tempo fa, al suo posto – a lungo – hanno convissuto due distributori automatici di ticket non funzionanti. Successivamente, con la nascita del touch screen, procurarsi un biglietto per il Levante, se si è fortunati, è diventato un po’ più semplice; se da Nervi, però, si vuole raggiungere Brignole o un’altra stazione metropolitana è meglio sperare di incontrare il capotreno, a bordo del convoglio, per procurarsi il titolo di accesso prima di essere etichettati e multati come “portoghesi”.

Sì, perché il tanto moderno biglietto self-service non viene emesso dalla macchinetta se bisogna raggiungere una stazione cittadina; se a questo aggiungiamo la chiusura dell’edicola, procurarsi un biglietto diventa complicato per tutti i passeggeri.

Anche i servizi sono totalmente carenti: vedi i bagni pubblici, chiusi da tempo; tanto che i viaggiatori corrono con mani sulla vescica verso i bar nella speranza – sempre esaudita – di chiedere asilo.

Stessa cosa per i pannelli luminosi. Quelli nell’atrio, o sui binari, che mostrano le partenze e gli arrivi molto spesso sono spenti o non funzionanti. Per non parlare poi dell’orologio (e barometro) esposto sulla tettoia: per anni non conforme all’ora reale – solare o legale che sia – è stato rimosso definitivamente e mai sostituito. Da mesi la stazione di Nervi non ha un orologio funzionante in esterna.

A dare un’occhiata realmente sembra di vivere in un attimo stazione fantasma. Piazza Sciolla è resa migliore e viva dai due bar che da sempre sono aperti – praticamente giorno e notte – per mantenere un minimo di servizio nella zona.

“È inammissibile – si scalda Ugo Ceresi, pensionato – io raggiungo Nervi con il treno e la stazione, ogni giorno che passa è sempre più abbandonata. Complimenti a Daniela e Paola (le bariste, ndr) che lottano contro i mulini a vento per tenere nel decoro piazza Sciolla”.

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