La vita politica nella Nervi medievale

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Tra il IV ed il V secolo il decadente Impero Romano, di cui la Liguria era parte, si trovò ad affrontare le invasioni barbariche e le incursioni dal mare dei Vandali, che avevano occupato il nord Africa. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente la vita sociale non fu granché modificata e quando gli Ostrogoti si impossessarono dell’Italia, lasciarono l’amministrazione civile in mano dei Romani, riservandosi il potere militare. Nel VI secolo l’Impero Romano d’Oriente, detto oggi Bizantino, tolse ai barbari l’Africa, l’Italia e la Spagna mediterranee, creando un forte presidio lungo le costa liguri, amministrato da funzionari bizantini e caratterizzato dalla militarizzazione.

Un vero cambiamento parve avvenire nel VII secolo, con la feroce avanzata dei Longobardi, che ebbero la meglio sugli eserciti bizantini. La Liguria si trovò incorporata nel Regno Longobardo, governato dal re e da una ristretta aristocrazia guerriera di duchi. Genova ed i borghi vicini vennero affidati al governo di un gastaldo regio, con poteri amministrativi, giudiziari e militari sui territori appartenenti direttamente al re. Ma dallo scontro si passò gradualmente all’incontro tra il popolo germanico conquistatore e la tradizione romano cristiana. Anzi , grazie all’isolamento creato dai monti e dal mare, in Liguria l’eredità romana venne rispettata, lasciando l’impronta giuridica bizantina e l’autonomia dei traffici marittimi.

Ai re Longobardi seguirono i Carolingi, che organizzarono il territorio in contee e vescovati, estendendo il sistema feudale. Ne seguì un aspetto variegato di possedimenti e di amministrazioni territoriali che portò da un lato alle autonomie politiche cittadine, dall’altro all’organizzazione dei villaggi attorno alle pievi, senza riscontro di un modello comune. Proprio la pieve fu alla base del primo ordinamento di Nervi, un ordinamento politico privo di una definizione precisa, che ancora nel secolo XI rispecchiò la volontà collettiva di non irrigidire il controllo sul territorio.

Alla fine dell’XI secolo a Genova comparvero i consoli. Questi rappresentarono una novità, perché erano eletti dal popolo. Il popolo assunse allora un ruolo pubblico e si affiancò all’autorità vescovile. Dai consoli discesero le famiglie dell’ordine nobile
cittadino, che rivestì di diritto le cariche pubbliche nei secoli successivi, sempre adeguandosi ai mutamenti istituzionali.

Nel XII secolo Genova si consolidò come città indipendente, crebbe ed estese il proprio modello politico nel vicino territorio costiero, attirando ed investendo energie umane ed economiche. Allora molti signori si trasferirono in città confluendo nella nobiltà cittadina e le principali famiglie della nobiltà cittadina acquisirono possedimenti territoriali extraurbani. Ebbe inizio il periodo comunale caratterizzato dagli scontri armati tra i gruppi familiari dei nobili, una classe di governo turbolenta e ben distinta dal popolo, che a propria volta cercò di assumere peso politico e venne coinvolto negli scontri. Seguì il permanente conflitto fra nobili e fra nobili e popolo, complicato dalle fazioni politiche dei guelfi e dei ghibellini, sostenitori rispettivamente del Papato e dell’Impero.

La vita politica di Genova emanò quindi una grande instabilità. Dal 1191 si alternarono governi presieduti da consoli e da podestà forestieri. Nel 1257 la borghesia mercantile affidò il governo al capitano del popolo, inaugurando un periodo di alternanza tra un podestà straniero pacificatore e due capitani del popolo. Nel 1339 la soluzione del doge perpetuo eletto dal popolo rinnovò l’organizzazione politica senza mai calmare le tensioni. Il doge ebbe infatti il difficile compito di controllare le rivalità tra le famiglie nobiliari presenti nel Consiglio cittadino, ma le famiglie esasperarono la lotta per contendersi il controllo del dogato stesso. Finché nel 1415 furono promulgate le “Regulae Reipublicae Genuensis”, che cercarono di dare un equilibrio istituzionale nel ripartire i seggi del Consiglio degli Anziani e delle altre magistrature. Tutti restarono però divisi in fazioni, che nel frattempo avevano persino dimenticato il loro spirito originario.

Quinto, Nervi e tutti i piccoli comuni del Levante si svilupparono al fianco di Genova e di conseguenza crearono un ceto dirigente locale legato ai clan genovesi ed alle loro rivalità. Tra i nobili che acquistarono terreni in Nervi vi furono gli Spinola e i Della Volta di parte ghibellina, gli Adorno ed i Grimaldi di parte guelfa.
Chiunque affronterà l’antica storia di Genova e delle Riviere, si imbatterà quindi in un mondo politico multiforme e carico di tensioni, di cui abbiamo cercato di dare almeno un’idea approssimativa.

di Marcella Rossi Patrone

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