Le acciughe ripiene e qualche curiosità dalla Dilettanti Pesca Nervi

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Il mare è senza dubbio il fiore all’occhiello di Nervi. Il colore dell’acqua è blu intenso sia in estate che in inverno e riserva panorami mozzafiato, durante le mareggiate ma anche nelle giornata di “calma piatta”. Lungo la costa si pesca con le reti tipiche della nostra tradizione, ognuna specifica per un determinato tipo di pesce: il tremaglio è usato per le triglie, il monofilo per i naselli e i pagari.

Abbiamo fatto visita alla Dilettanti Pesca Nervi, che nel 2014 ha festeggiato i suoi “primi” 50anni di attività. Nella presentazione del loro libro realizzato per il cinquantenario, leggiamo “la Dilettanti Pesca Nervi nasce grazie ad un gruppo di persone amanti della pesca ma soprattutto del mare e che hanno portato avanti una storia straordinaria

Qui il pesce viene venduto nel piccolo negozio che si affaccia sul porticciolo, aperto solo quando il pesce è disponibile. Un tempo la cooperativa vendeva il pesce anche al mercato ittico di Genova. In un’intervista di qualche anno fa rilasciata al mensile “Altreconomia” un pescatore aveva raccontato: “Capitava sempre che portando loro cento cassette di pescato, alla fine magari ce ne pagavano solo dieci: il resto ci dicevano che veniva buttato via .
Un po’ di tempo fa, ricordo che avevamo pescato una tonnellata di pesce azzurro e il mercato non lo aveva voluto. Siamo tornati in mare per disfarci del carico: alla fine, l’acqua intorno alla barca era tutta bianca, tanto era il pesce che avevamo ributtato dentro”.

Sembra proprio assurdo pensare che ciò avvenga in un paese, come è l’Italia, che importa più del 50% del pesce che consuma. Il pesce che viene venduto nella grande distribuzione organizzata proviene da tutto il Mediterraneo, ma anche dall’Oceano Atlantico e anche da più lontano. Ogni mattina in Italia arrivano carichi di pagelli e dentici, pesci grossi che vengono poi venduti ad almeno 30 euro al chilo.

Purtroppo, uno dei motivi dello spreco del pesce è legato al fatto che le ricette della tradizione sono state dimenticate e, con loro, l’uso dei pesci che popolano i nostri mari.
Allora oggi, richiamandoci alla presentazione del libro della Dilettanti pesca Nervi che
recita ”…affinché le generazioni future non dimentichino le proprie radici, la propria cultura”, noi vogliamo ricordare una delle ricette più antiche del nostro territorio: le ACCIUGHE RIPIENE.

Ci ha aiutato la Sig.ra Laura inviandoci la ricetta per realizzarle. La vediamo di seguito.

Prima di tutto bisogna pulire e lavare le acciughe, togliere la testa, aprirle, diliscarle.
Si prosegue tritando un ciuffo di prezzemolo, una manciata di pinoli e un po’ di maggiorana. Si unisce poi un po’ di parmigiano grattugiato, due tuorli d’uovo, il sale e la mollica di 2 panini bagnata nel latte. A questo punto bisogna disporre le acciughe su una teglia da forno, farcire metà delle acciughe con il ripieno ricoprirle sovrapponendo l’altra metà.
La cottura in forno è a bassa temperatura, per circa 20 minuti. L’alternativa alla cottura in forno, forse meno “dietetica” ma certamente più golosa, è la frittura. Per questa variante basta passare le acciughe ripiene prima nell’uovo e poi nel pangrattato e friggerle qualche minuto in abbondante olio bollente, possibilmente d’oliva del nostro territorio.
Il consiglio è di consumarle tiepide per apprezzarle maggiormente.

Ringraziamo Laura per la sua ricetta. Non ci resta che augurare buon appetito e “buon vento a tutti”! Aspettiamo anche le vostre ricette, magari diversa da questa, a base di acciuga!

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