L’integrazione passa da Nervi, i migranti riordinano il quartiere

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Sono ragazzi giovani. Hanno un sorriso gentile negli occhi e parlano a bassa voce. Quattro migranti, così sono chiamati; quattro ragazzi poco più che ventenni, questa la realtà, stanno dando una mano a Nervi nel mantenimento della pulizia e del decoro.

Ramazza, paletta e grosso secchio dell’immondizia che spingono, grazie all’ausilio delle ruote, tra il Porticciolo, la Passeggiata e piazza Duca degli Abruzzi. Raccolgono immondizia, cambiano i sacchetti nei bidoncini lungo l’Anita Garibaldi; spazzano i giardini e le aiuole di piazza Duca degli Abruzzi.

Una forma di integrazione importante passa per le strade e per i luoghi simbolo del quartiere. Ancora una volta Nervi si dimostra quartiere aperto, cosmopolita e investito di un respiro ampio. Da sempre il quartiere è aperto a chi viene da lontano; poco importa se arriva dalla Russia oppure se scappa dalla guerra in Kenia: Nervi ha il cuore grande e verso chi soffre lo ha ancora di più.

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