Luci accese e negozi chiusi, la protesta dei commercianti nerviesi

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Una “protesta” partita dal basso, la scelta di accendere le luci all’interno dei negozi, che resteranno comunque chiusi al pubblico, per evitare che si spengano i riflettori sui problemi da affrontare. È l’iniziativa dei commercianti di Nervi, quartiere del levante genovese, che sabato mattina tireranno su le loro saracinesche, accenderanno appunto le luci all’interno degli esercizi e apporranno sulle vetrine cartelli con la scritta “Siamo chiusi ma ci siamo”, usata solo alcuni giorni fa dai colleghi di Pinerolo, nel torinese, da cui l’ideatrice dell’iniziativa, Monica Scarso, ha preso spunto.

L’obiettivo che accomuna circa 200 esercizi commerciali, da via Murcarolo sino a via Marco Sala passando per via Oberdan e via del Commercio, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui problemi dei negozianti: “Vogliamo non essere lasciati soli, oltre due mesi di chiusura forzata hanno comportato e stanno comportando un sacco di problemi per tutti, a partire da quelli di ordine economico.

I nostri esercizi tengono vivo il quartiere, sono un punto di riferimento per tutti, sono appunto delle luci accese nelle nostre vie. Vogliamo tornare ad essere tutto questo, ma dobbiamo essere aiutati. E bisognerà fare attenzione anche alle modalità con cui ci sarà permesso riaprire: chiediamo misure sensate e crediamo che, in caso di obblighi che comportino un certo esborso come le sanificazioni quotidiane dei locali, le istituzioni ci vengano incontro”, spiegano i commercianti del quartiere.

Appuntamento a sabato, quindi, quando di solito, complice la bella stagione, le strade di Nervi si riempiono di persone dirette ai parchi o in passeggiata. Questa volta non sarà così, ma il valore simbolico e non solo della protesta non cambierà.

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