Marco Tancredi – Carte nomadi. Oggi alla GAM.

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Inaugurazione oggi sabato 7 ottobre alle ore 16:30 della mostra personale “Marco Tancredi. Carte Nobili” che sarà visitabile dall’8 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova.

Dal Comunicato Stampa del 11.09.2017:

La Galleria d’Arte Moderna di Genova, uno dei quattro Musei di Nervi, ospita dall’8 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 la personale “Marco Tancredi. Carte nomadi” a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei all’interno della rassegna d’arti 2017-2018 dal titolo “NaturaConTemporanea”.

Con le sue carte, Marco Tancredi entra, senza risparmio di creatività, in dialogo con le opere delle collezioni museali, evidenzia analogie e differenze tra contemporaneità e recente passato grazie a un significativo nucleo di opere , circa 40 lavori, tra installazioni (a loro volta formate da quasi duemila piccoli acquerelli), dipinti, collage e carte acquarellate fra cui spiccano molti inediti pensati ad hoc per lo spazio espositivo.

I colori del Novecento artistico ligure e del paesaggio di Nervi Marco Tancredi li ha visti sin dal primo giorno in cui è entrato nei parchi storici e da lì in Galleria d’Arte Moderna: quelli di Rubaldo Merello, l’artista ligure “veggente”, arroccato nell’indigenza di una vita grama in San Fruttuoso di Camogli a dipingere, senza sosta, mare, cielo, costa, giardini e terrazze coi colori puri divisi, preziosi come gemme – il blu lapislazzulo, in particolare, e poi il rosso rubino, il giallo topazio, il verde smeraldo, il rosa; del livornese Plinio Nomellini che a Genova porta, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, le nuove consapevolezze tecnico-scientifiche in arrivo dalla Francia farcite di simbolismo decadente e pulsioni anarchiche; dell’emiliano Antonio Discovolo, pronto a registrare lo smalto cromatico delle coste liguri.

Tancredi declina le profondità antiche del mare di Nervi nel suo “colore dato”, l’azzurro, ma non solo, e ripropone la vocazione marittima di Genova; si mette in gioco col vedutismo di fine Ottocento, col progresso tecnologico raccontato da Tammar Luxoro e da Federico Maragliano, con le fumisterie mitologico-progressiste di Nomellini, con le provocazioni futuriste, con le finte astrazioni cartacee di Cagli e le matissiane nature morte di Scott, con l’esercizio dell’autoritratto: si muove, in modo sistematico, tra passato e contemporaneità, compiendo crasi spazio-temporali di marcato simbolismo, annunciate nelle cortine d’acquarelli che “scorrono” in alcune sale.

Sullo sfondo del vero orizzonte marino di Nervi, solcano ossessivamente le onde tratteggiate di oceani le imbarcazioni dipinte di una grande opera di Tancredi pronte a staccarsi per divenire, nel percorso museale verso il Novecento, tridimensionali origami di carta, ricordo concreto di rigurgiti d’infanzia.

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