Marinella, l’imprenditore Mendelevich: “Le strutture hanno retto ma addio all’apertura per Euroflora”

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“Le strutture hanno retto. Hanno passato il collaudo, diciamo così. I danni, tuttavia, sono stati davvero ingenti. Il mare ha cancellato mesi di lavori. Dimentichiamoci l’apertura in occasione di Euroflora”.

Igor Mendelevich, imprenditore genovese – e capocordata de La Marinella 1934 – della società che ha preso in mano il recupero della Marinella, si trova sul cantiere mentre ci parla al telefono. La voce è bassa, stanca. “Siamo sempre a rincorrere – sottolinea – I lavori che abbiamo portato avanti in tutto questo periodo hanno reso più solida la struttura però, ancora una volta, il mare ha picchiato duro”.

Cosa è successo?

“Appena arrivato, questa mattina, ho trovato la ruspa (oltre due tonnellate di peso, ndr) in passeggiata e la motocarriola di una tonnellata rovesciata su un fianco con il cassone pieno d’acqua. Il salone è andato distrutto “.

Adesso cosa succede?

“(Sentiamo un boato al telefono e dall’altra parte della cornetta Mendelevich lascia scappare un urlo, ndr). C’è mancato poco, un’onda altissima è entrata nella Marinella proprio adesso, mentre sto parlando con lei. Adesso cosa succede? Dobbiamo ricominciare tutto da capo, pensi che un grosso frigorifero al secondo piano e a tre metri di altezza dal livello della passeggiata è stato rovesciato in terra come fosse un cartoncino”.

La domanda sorge spontanea: una soffolta avrebbe fatto differenza?

“Con la diga di cemento armato che abbiamo creato un soffolta risolverebbe in maniera considerevole la situazione, è inutile negarlo. Un impianto sotto la superficie dimezza la forza delle onde. Gli studi e i progetti sono stati effettuati per resistere a un’onda massima di dieci metri d’altezza. Poi, quelli che sono i danni collaterali, ovvio sottolineare come siano inevitabili. Un’ultima cosa…”.

Ci dica.

“Durante la mattina mi sono visto costretto a chiamare le forze dell’ordine per impedire alle persone di passare sotto la Marinella. Nonostante gli accessi chiusi in tanti erano sulla promenade nerviese e quando ho chiesto loro di passare dall’esterno per proseguire la loro passeggiata, perché scavalcare i detriti sarebbe stato pericoloso, mi sono sentito mandare più volte a quel paese”.

2 Commenti

  1. Abito nei pressi della passeggiata e quindi capito tutti i giorni, da oltre due anni, davanti a questo c.d. “cantiere”. In circa due anni quasi sempre il c.d. “cantiere” è stato silente, con gli accessi chiusi e con una strana sensazione di tempo sospeso, in attesa di qualcosa. Temo che la questione fondamentale per far partire sul serio i lavori e terminarli rapidamente, sia legata alla durata della concessione. Ciò, senza nulla togliere alla furia del mare che già ci ha comunicato più volte, con i fatti, che quell’opera, lì, così com’è, non va. Penso che ci vorrebbe un dibattito più franco e aperto sul destino de la Marinella. Mi sbaglio?

  2. Se non fanno ADEGUATE protezioni a mare è perfettamente inutile fare i lavori di ristrutturazione che il mare distrugge ‼️Succede sempre e non capisco come i cosiddetti ESPERTI del settore perseverino in questo gioco al massacro ‼️Evidentemente i soldi non sono un problema…….

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