Medioevo al Porticciolo

0
940

Quando la costa è ripida, rocciosa, irregolare e sovrastata da valichi montani, i rapporti economici tra terra e mare presentano due caratteristiche peculiari: la necessità di navigare per spostarsi, nutrirsi e commerciare; l’opportunità di sfruttare le ripide, ma veloci mulattiere di collegamento con il continente per trasportare le merci imbarcate. Nonostante l’insenatura di Nervi non fosse protetta, la posizione geografica influenzò il suo sviluppo come scalo per la pesca e gli scambi.

Nell’insenatura del Porticciolo nacque quindi il nucleo marinaro di Nervi. Il caratteristico borgo, in dialetto a ciazza (la spiaggia), è chiuso tra scogli e collina alla foce del torrente. Qui si sono sovrapposti e intrecciati secoli di storia.

Tutto iniziò nell’VIII secolo, quando il litorale cominciò a subire le incursioni dei pirati saraceni e la popolazione costiera si abituò a fuggire sulle colline scoscese, risalendo per le strette crêuze per nascondendosi nei boschi. In reazione all’espansione islamica ed ai fenomeni di pirateria, Carlo Magno aveva affidato al territorio ligure la difesa navale ed era pian piano cresciuta la forza marinara di Genova, che armò una temibile flotta di galee. Con la Prima Crociata Genova si trovò pronta ad allargare i propri interessi commerciali nel mar Mediterraneo ed a creare la propria indipendenza comunale, diventando una repubblica marinara. Nel corso della Prima Crociata erano presenti anche i nerviesi: il 3 giugno 1098 Bartolomeo di Erze e Andrea del Beio caddero eroicamente nell’espugnazione di Antiochia.

Genova si affermò come potenza marittima e mercantile ed i borghi costieri del levante si innervarono di attività. L’affermazione sul mare avvenne grazie alla supremazia navale, ma anche ad un geniale sistema mercantile, finanziario e giuridico, che caratterizzò la storia medievale dopo il Mille. Lo sviluppo di traffici sempre più complessi diede ai notai genovesi un ruolo determinante e gli atti sono oggi la più ricca fonte che la storia locale ci ha riservato, sia per la massa di documenti che per la varietà dei soggetti. Basti pensare che l’Archivio di Stato di Genova è il più antico e vasto archivio notarile del Mondo: conserva la raccolta degli atti rogati dai notai genovesi a partire dal 1154. Proprio lì è documentata la storia della nostra Riviera e proprio lì troviamo i negozi che avvenivano nella Nervi contadina e nella Nervi marinara medievale.

Nel XIII secolo iniziò a movimentarsi la compravendita di piccole imbarcazioni. Questi semplici documenti sono di grande importanza, perché dimostrano l’attività marinara ed il movimento mercantile nella piccola baia, che si proponeva come il più
ripido ma rapido punto d’incontro tra il mare e la valle del Trebbia verso la pianura padana, tanto da configurarsi come il “porto di Piacenza”.

Sicuramente la baia era un fondamentale riferimento per la navigazione di cabotaggio, che a sua volta incrementò la vita marinara. Nell’opuscolo storico-geografico del 1447 il diplomatico e studioso genovese Iacopo Bracelli descrisse la costa ligure vista dal mare; a levante di Genova, in prossimità della spiaggia, citò i villaggi di Nervi, Bogliasco, Sori, poi le cittadine di Recco e Camogli: Inde parui admodum in littore vici Nervium, Buliascum, Sauluin, et his omnibus maior Rechum, postea Camulium. (Da: Descriptio orae Ligusticae). Successivamente le carte nautiche del genovese Bartolomeo de Pareto (1455) e del cartografo anconitano Grazioso Benincasa (1473) riportarono entrambe una maestosa Genova sovrastante il Mediterraneo, le isole Britanniche e il mar Baltico; tra Genova e Portofino furono indicate Nervi e Recco.

Da allora Nervi comparve nelle successive carte portolaniche, con i relativi consigli per una sicura navigazione costiera. Ancora nel 1703 il portolano del navigatore Sebastiano Gorgoglione Genovese così avvertiva i naviganti: …Quando ti accadesse volteggiare sopra Genova, ti terrai col tuo Vascello a levante, e con furia de’ Terazzani, sopra Nervi vi è bonaccia dì venti e così il medesimo appresso Genova, cioè dalla banda di Levante. Volteggiando sopra Nervi non ti lascerai andare a Levante perché li correnti ti tirano nel ricanto del monte sotto Montore, e ti terrai per certo che, col tuo Vascello sempre a Greco e quando sei largo che vi scopri il monte, li correnti vanno a Libeccio. Sempre che volteggerai e che sarai in terra tanto avanti quanto la pianura di Quinto, li correnti ti portano a Capo di Monte, e potrai anco con li venti di terra venire a Genova; perché se tu sei alla volta sopra Nervi, il vento ti risponde sempre a segno di Maestro per fino a Quinto; poi ti risponde a mezza terra fino a Besagno; da Quinto fino a Besagno non te li afferrare che non vi è luogo buono, e non vi è netto. (Da: Portolano del mar Mediterraneo).

Per secoli nello specchio d’acqua antistante la baia passarono e sostarono imbarcazioni d’ogni genere e provenienza. Da questi cenni possiamo già valutare l’importanza del mare per la piccola Nervi e restarne incuriositi.

di Marcella Rossi Patrone

LASCIA UN COMMENTO