Morto Lorenzo Bozano, nel 1971 uccise Milena Sutter. Il suo corpo fu ritrovato sulla spiaggia di Priaruggia

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È morto a 76 anni Lorenzo Bozano, conosciuto dalle cronache dell’epoca come il “biondino della Spider Rossa”. Bozano era stato condannato all’ergastolo in seguito l’omicidio di Milena Sutter, avvenuto tra il centro di Genova e il monte Fasce nel 1971. L’uomo è morto in seguito a un malore mentre nuotava al largo dellaspiaggia di Bagnaia all’Isola d’Elba.

Il “caso ùsutter” scosse tremendamente il Levante genovese e tutta la Città. La 13enne venne rapita e uccisa il 6 maggio 1971. Il corpo della vittima fu ritrovato sulla spiaggia di Priaruggia, due settimane dopo, da due pescatori. Bozano, nel 2019, aveva ottenuto la semilibertà.

La Storia:

Milena Sutter, di 13 anni, figlia di Arturo Sutter, un industriale svizzero naturalizzato italiano, sparì alle 17 del 6 maggio 1971 dopo essere uscita dalla Scuola Svizzera in via Peschiera. La ragazza era attesa a casa nel quartiere di Albaro, per una ripetizione di storia che doveva svolgere per le 17e30, ma a casa non arrivò mai.

Secondo i medici legali che esaminarono il cadavere, la ragazzina venne uccisa il giorno stesso del rapimento, all’incirca tra le 18 e le 18e30, in una zona compresa tra i quartieri di Quarto dei Mille e Quinto; il corpo fu – forse – portato a Villa Costa, nella zona di Quarto e disseppellita il giorno dopo. Il 7 maggio, alle 10e45, la famiglia Sutter ricevette una chiamata anonima che richiese un riscatto di 50 milioni di lire. Una voce maschile diceva: “Se volete Milena viva, prima aiuola Corso Italia”. Poi più nulla, almeno fino al ritrovamento del cadavere, due settimane dopo. La famiglia Sutter era comunque pronta a pagare il riscatto.

La telefonata venne fatta sicuramente dal sequestratore stesso o da una persona che vide Milena negli ultimi momenti della sua vita, dato che la notizia venne diffusa alle 13e30 dal giornale radio Radio Rai, nonché dall’edizione pomeridiana del Corriere Mercantile. Venne, probabilmente, seppellita in una fossa, scavata con piccone e pala, ubicata nei pressi di una piazzola di sosta del monte Fasce. Successivamente, il cadavere venne gettato in mare, con addosso sei piombi da un chilo l’uno. Il corpo di Milena Sutter venne ritrovato il 20 maggio, verso le 17e30, da due pescatori dilettanti, Paolo Schenone e Giampaolo Olia, mentre erano a bordo di una barca, a circa trecento metri dalla spiaggia di Priaruggia. Appena visto il cadavere, i due tornarono a terra e chiamarono il Nucleo Sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la salma.

Arrivati i vigili del fuoco, la salma venne recuperata e adagiata sulla riva della spiaggia, dove nel frattempo si erano radunate un centinaio di persone. Durante il recupero del corpo che si pensava appartenere a un sub, andò persa la cintura, che venne tuttavia recuperata in tarda serata. Il corpo aveva il volto irriconoscibile, scarnificato dai pesci durante dieci giorni di permanenza in acqua; mancavano inoltre altri pezzi di carne in altri punti del corpo; venne poi riscontrato che Milena indossava ancora la camicetta a fiori, il maglione giallo e la blusa blu che aveva il giorno in cui fu rapita. La parte inferiore del cadavere era svestita (attorno alle caviglie si trovavano – arrotolate – solo un paio di calze-mutande a collant, con dei ricami sui bordi). Venne poi portata all’obitorio dell’ospedale San Martino, e il corpo venne riconosciuto dal medico legale Giorgio Chiozza, alle 20e30, grazie a una medaglietta con inciso il nome della ragazza (regalata dalla madre alcuni anni prima), e da un braccialetto che portava ad un polso.

1 COMMENTO

  1. E per fortuna che l’assassino aveva avuto l ergastolo…..e invece si faceva il bagno al mare.
    Vergogna, nessuna giustizia per le vittime!!!

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