Capolungo, “il dazio è una discarica a cielo aperto”

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Il vecchio dazio di Capolungo “è diventato ormai una discarica a cielo aperto”. Sono arrivate circa una decina di mail in redazione tutte con lo stesso, identico, messaggio.

Sfalci, umido. Ancora plastica e bottiglie. Alcune volte sono comparse ruote di auto e moto. Non solo i copertoni, bensì anche le borchie in ferro.

I residenti della Liggia puntano il dito contro i bogliaschini che, vincolati dal conferimento dei rifiuti, pare abbandonino la spazzatura sul confine.

“Vorrei che si rendesse di pubblico dominio il fatto che l’area ex dazio di Capolungo (Liggia, ndr) che si trova a breve distanza dal confine con Bogliasco è ormai diventata una discarica a cielo aperto – ci scrive una lettrice – Puntualmente, qualche incivile che arriva spesso da Levante, scarica materiali più disparati che vengono riversati sull’asfalto nonostante la presenza di cassonetti per la raccolta differenziata, rendendo tra l’altro inaccessibile l’accesso ai cassonetti stessi. Qualche altro scarica vetri in quantità industriale nel cassone dell’indifferenziata. Si proclamano tutti ambientalisti ma vedo che non c’è rispetto né per l’ambiente né per chi, con impegno e in silenzio, si impegna a rispettarlo”.

Tra i rifiuti sono state trovate anche diversi scatoloni con ancora appiccicata l’etichetta postale di consegna: alcune di queste recitavano – come segnalato dalla lettrice – via Marconi a Bogliasco.

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