I profughi ucraini agli Emiliani di Nervi, a San Pietro di Quinto e alla Croce di Quarto

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Sono arrivati in tarda mattinata i profughi ucraini provenienti dal confine di guerra con la Romania.

Due rifugiati sono stati accompagnati al Collegio Emiliani, sette saranno ospitati nel salone parrocchiale di San Pietro, a Quinto mentre altro otto sono stati trasferiti alla Croce Verde di Quarto.

Sotto la supervisione di Igor Mendelevich, ambasciatore della città di Odessa a Genova, tutti i rifugiati hanno trovato una sistemazione. Fondamentale l’apporto della Pubblica Assistenza Nerviese con la presenza attiva del presidente Maria Pittari e del milite Elisa Cianchi. Immancabile anche il presidio della Croce Verde di Quarto dei Mille. Apporto fondamentale, nella ricerca dei letti e nei contatti tra le strutture, quello del vicepresidente del municipio IX Levante Federico Bogliolo: “Sono arrivati a Levante 39 donne e bambini provenienti dalle zone di guerra. Da questa mattina assieme alla Pubblica Assistenza Nerviese, al Collegio Emiliani Nervi, al Municipio, a Don Corrado di Quinto e a Il Nerviese nel Levante abbiamo cercato posti letto, coperte, asciugamani e letti. E direi che ci siamo riusciti. È davvero una bella sensazione aver potuto fare qualcosa, seppur si tratti di una goccia un oceano sconfinato, per questa gente. E la cosa più gratificante è stata la risposta di tutte le realtà del territorio. Davvero. Grazie di cuore”.

ANSA scrive come dare bbe dovuto rientrare ieri notte a Genova il bus Amt con a bordo 39 profughi, di cui 15 minori. A causa però di un contrattempo alla frontiera con l’Ungheria, il pullman ha dovuto fermarsi 5 ore lì per il controllo documenti. Il mezzo era partito l’8 marzo scorso da Sestri Levante, portando aiuti al confine rumeno con l’Ucraina: una volta a destinazione, ha recuperato il gruppo di persone in fuga, registrando anche qualche momento di tensione, per via di altri profughi che avrebbero voluto prendere il mezzo per scappare. I posti, purtroppo, non erano sufficienti per tutti. A sorprendere la ‘missione’ di solidarietà, anche un’abbondante nevicata. Ieri infine la partenza, ma poi l’intoppo in Ungheria. Gli autisti Amt hanno quindi deciso di fare una sosta a Lubiana per la notte, “perché le persone erano esauste”, ha spiegato all’AGI l’assessore al Bilancio del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, che sta seguendo passo dopo passo l’operazione. Il rientro a Genova, nella sede dell’associazione GAU di Struppa, dovrebbe dunque avvenire oggi.

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