Nervi, i residenti lanciano una petizione per cacciare i minorenni non accompagnati

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Risse tra bande a Quinto, episodi di violenza e aggressioni a Capolungo e a Nervi. Ancora una violenza, contro una ragazza, al Porticciolo. Proprio qualche giorno il furto, ancora una volta in pieno giorno, di un Rolex; con annessa caduta sulla scogliera del giovane ladro.

I residenti del levante puntano il dito contro una comunità di minori non accompagnati nel cuore dei quartieri levantini.

“Gli episodi da annoverare su di un taccuino di cronaca nera – ci scrive Mario Marcacci, un residente di 56 anni – sono ormai all’ordine del giorno in tutto il Levante genovese. Proprio per questo motivo firmerò la petizione”.

Quale petizione? Quella che vuole tutelare “Il levante di Genova ed il quartiere di Nervi in particolare non è solo un posto tranquillo di gente per bene (come tutta la nostra città) ma e’ anche meta turistica di tante persone, italiane e straniere, che scelgono, con le proprie famiglie, di fare qui le loro vacanze portando in questa zona risorse e ricchezza”.

Di seguito l’intera petizione:

Ill.mo Sig. Questore,
i sottoscritti genovesi e non genovesi, residenti ma anche non residenti in Genova, che vivono il territorio e ne hanno a cuore il benessere e, sul territorio, la civile convivenza, espongono quanto segue e conseguentemente a quanto sotto evidenziato muovono le sottoriportate richieste.
Come ben rappresentato dai quotidiani locali e nazionali in questo ultmo periodo, gli inquirenti imputerebbero ad alcuni “minori non accompagnati” collocati nell’area urbana genovese e anche nel levante cittadino, degli episodi delittuosi che si sono di recente verificati nei quartieri di Quinto, Nervi e Sant’Ilario. Non è ancora specificato dai quotidiani (qauntomeno non per ogni episodio di cronaca) a quale gruppo appartengano coloro che si sono resi responsabili di condotte delittuose, poiché la Procura di Genova sta tutt’ora indagando sui vari accadimenti. Quello che è certo però è che stia emergendo, in tutta Genova e segnatamente nel levante cittadino, una realtà pericolosa, che non si può ignorare e che necessita di impegno ed interventi fattivi ed urgenti che portino al ripristino della legalita’.
Degli episodi di violenze recentemente accaduti nel levante genovese si vuole richiamare, in particolare, l’ultimo ed il piu’ grave, attualmente al vaglio degli inquirenti, ben descritto dagli articoli del Secolo XIX del 3 e 5 agosto scorso, che, per come descritto da tutti i quotidiani richiamati, ha visto vittima di stupro una minorenne residente a Nervi.
Il Secolo XIX infatti cita come piu’ quotidiani locali, anche altri accadimenti costituenti fatti di reato la cui consumazione, a tenor di quanto espone il quotidiano, sembrerebbe imputabile a qualcuno che è appartenente a questi gruppi di minorenni, ipotizza altresi’ che artefice anche di questo terribile ed ignobile atto di violenza sessuale, sia appunto un “minore non accompagnato”:

“l’attenzione della Procura e della squadra mobile si sta concentrando in particolare sulle comunita’ di minori non accompagnati” (articolo Secolo XIX 3.8.22). “il sospetto degli inquirenti…è che il responsabile si trovi tra i minori non accompagnati ospitati in città”(articolo Secolo XIX 5.8.22). Secondo La Voce di Genova, articolo del 1.8.22, “gli investigatori non escludono che possa trattarsi di uno dei ragazzi che si erano già resi protagonisti di risse e rapine ai giardini di Quinto , non molto lontano dai luoghi in cui si sarebbe consumata la violenza” Episodi descritti negli articoli richiamati (abusi sessuali in spiaggia nel quartiere di Quinto nel mese di luglio “Genova Today articolo del 2.8.22”, rissa a fine giugno nei giardini di Quinto tra una quarantina di giovani, sia italiani che stranieri, armati di spranghe e catene, rapine e furti a metà luglio tra Capolungo e Nervi, ecc.) non sono mai accaduti in questa parte della città, almeno non con le modalità riportate nei vari recenti articoli, che si allegano, e non dovranno piu’ accadere.
Il levante di Genova ed il quartiere di Nervi in particolare non è solo un posto tranquillo di gente per bene (come tutta la nostra città) ma e’ anche meta turistica di tante persone, italiane e straniere, che scelgono, con le proprie famiglie, di fare qui le loro vacanze portando in questa zona risorse e ricchezza.
Accettare e convivere con le modalità comportamentali manifestate da taluno nei descritti episodi, sottovalutando il problema, porta come inevitabile conseguenza a distorsioni delle regole e a situazioni anti giuridiche. Non si può infatti accettare che dei comuni cittadini si sentano costretti a “fare le ronde”, controllare, filmare e quant’altro si renda necessario alla prevenzione di reati, così come viene descritto dal Secolo XIX. Non si può tollerare che delle persone comuni si espongano ai rischi derivanti da un attività di Polizia che non dovrebbero essere costretti a fare. Questo è compito delle Autorità. Ammettere ciò equivale ad abbandonare i cittadini, accettando il rischio del verificarsi di situazioni anti giuridiche che potrebbero, addirittura, sfociare in eventi illegali, con tutte le consequenziali responsabilità. Ed evidentemente le Forze dell’Ordine non riescono, seppur presenti ed attive, ad arginare il problema.
Si sta infatti insinuando tra le persone del levante cittadino, un turbamento ed una sensazione di

abbandono, insicurezza, allerta e pericolo, per se stessi e per i propri cari, figli in particolare, che non si è piu’ sicuri nel far uscire da soli neanche a comprare un gelato, proprio nell’età in cui si devono iniziare a fare da soli i primi passi; figli che sono, per lo piu’, minori adolescenti, che dai descritti eventi sono segnati, preoccupati ed intimoriti.
Il perpetrare di tutto ciò porta alle inevitabili conseguenze dirette e riflesse che ricadono su tutta la popolazione, di veder violati e lesionati i propri diritti Costituzionalmente garantiti (con tutte le conseguenze di cui all’art. 2059 c.c.), sia per i genitori che soprattutto per i propri figli, Infatti l’interesse leso (vita e integrità personale) da condotte di reato: 1) ha rilevanza costituzionale, 2) è grave, superando l’offesa la soglia minima della tollerabilità di cui all’art. 2 della Costituzione, 3) non è “futile”, non consistendo in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita od alla felicità.
Tanto premesso e ribadito, tutti i sottoscrittori della presente petizione, instano affinche la Signoria Vs. Ill.ma e/o le Autorità preposte, previo altresi’ controllo del rispetto, da parte di chi è tenuto, della regolarità delle necessarie procedure riguardanti la gestione dei minori stranieri non accompagnati, del rispetto della legge 47/2017, delle linee guida del MIUR, dei necessari interventi dei servizi sociali preposti e previa verifica della presenza per ogni minore – come da normativa – dei necessari Tutori, Voglia e/o Vogliano provvedere, per tutto quanto sopra esposto, di concerto con la Procura di Genova e le Autorità preposte, a garantire la tutela della cittadinanza del Municipio Levante adottando i provvedimenti necessari e più opportuni, individuando le persone responsabili dei fatti di cronaca richiamati nella presente petizione e denunciati in tutti i quotidiani richiamati e predisponendo cautelativamente, se ritenuto necessario, l’allontanamento dalle zone del levante cittadino ove sono attualmente dimoranti, dei soggetti definiti “minori non accompagnati” che risultino responsabili di quanto sopra esposto, attualmente residenti nelle strutture del Municipio Levante e/o comunque adottino tutti i provvedimenti preventivi e/o piu’ opportuni (ivi compresa l’eventuale chiusura della struttura di accoglienza che li ospita), per impedire il perpetrarsi dei fatti sopra descritti, garantendo la sicurezza della comunità dei cittadini.

La presente petizione viene altresi’ inoltrata per opportuna conoscenza all’Illmo Prefetto, all’Ill.mo Sindaco di Genova, al Municipio Levante e all’Ecc.mo Tribunale per i minorenni di Genova.
Si confida nell’accoglimento Con ossequio

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