Pallanuoto, lo Sturla torna in serie A

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Sportiva Sturla – C.S. Plebiscito Padova 10 – 8

Sportiva Sturla: M. Dufour, N. Priolo (1), L. Navone, T. Vergano (1), S. Giusti, L. Bisso (1), M. Cappelli, F. Giacobbe (1), S. Villa (2), M. Villa, G. Cotella (2), R. Giusti, M. Gilardo (2) (tecnico F. Dodero)
C.S. Plebiscito Padova: A. Negro, M. Chiodo (3), R. Vettore, N. Sartore, M. Savio, A. Biasutti (2), R. Gottardo (1), F. Robusto, M. Zanovello, O. Maresca, D. Rolla (1), E. Biasutti, M. Tomasella (1) (tecnico G. Garibaldi)

Parziali (2-0) (3-3) (3-2) (2-3)
Usciti per limite di falli Navone (S), Bisso (S) e Cappelli (S) nel terzo tempo. Espulsi per proteste Riccardo Giusti (S) nel terzo tempo e Stefano Giusti (S) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Sportiva Sturla 4/11 + due rigori; Plebiscito Padova PD 1/17 + due rigori.

CRONACA DI UNA VITTORIA

C’è un quartiere di Genova che da ieri è in festa: Sturla. La squadra di pallanuoto con i vessilli bianco verdi ieri sera ha conquistato, nella piscina di Rapallo contro il C.S. Plebiscito Padova, la salvezza nel campionato di serie A2.
C’è voluta la terza gara, la “bella”, per stabilire quale squadra meritasse di confermare la categoria. Una gara da dentro o fuori senza possibilità di appello.
Nei primi due incontri il fattore casalingo ha prevalso, le due compagini infatti hanno vinto rispettivamente nelle loro sedi. La gara 3 si è disputata in casa Sturla sempre a Rapallo. Parlare tuttavia di fattore “campo” o vasca in questi due anni di pandemia globale fa sorridere. Tutti gli incontri si sono svolti rigorosamente a porte chiuse e solo grazie alla tecnologia e all’impegno di improvvisati tecnici e animosi telecronisti sono state possibili dirette video che hanno consentito agli appassionati e ai tifosi di seguire la loro squadra del cuore. Un campionato complicato per tutti ma in particolare per la Sportiva Sturla che si è vista privare della disponibilità della piscina di Sori iniziando così allenamenti itineranti in una sorta di pellegrinaggio rivierasco. Difficoltà sempre crescenti come una maledizione che sembrava non avere fine e che in tanti leggevano come un triste presagio per un epilogo che sembrava già scritto. Ma veniamo alla partita decisiva di sabato. La Sportiva Sturla si presenta in vasca senza il suo allenatore, Piero Ivaldi è stato squalificato e dovrà assistere all’incontro all’esterno del bordo vasca. Durante tutto il match con il Padova, Ivaldi ha percorso a piedi l’equivalente in metri di quello che i suoi giocatori nuotavano in vasca: cioè diversi chilometri. Un’anima in pena nel girone degli iracondi, imprecando contro sé stesso e contro il destino che lo aveva privato del match più importante della stagione. Il suo sostituto sulla panchina è Federico Dodero, direttore sportivo che insieme ai “senatori” della squadra ha gestito la strategia della partita. La gara appare da subito molto combattuta ma anche molto equilibrata, le due squadre in vasca si conoscono e si temono. Savio, l’attaccante del Plebiscito, con un bel tiro da fuori impegna il portiere dello Sturla che Dufour devia in angolo. Ma è solo al minuto 5:20 che la partita si sblocca, Nicolò Priolo con una potente diagonale insacca la palla in rete alla sinistra di Negro, il portiere del Plebiscito. Passano solo pochi secondi ed è di nuovo la Sportiva Sturla ad andare a segno con il giovane Simone Villa, un fallo in attacco del Padova consente infatti una veloce ripartenza della quadra biancoverde che trova libero il suo numero nove. La seconda frazione di gioco inizia sul 2 a 0 per lo Sturla e sono sufficienti solo 56 secondi per il terzo goal; approfittando dell’uomo in più, la Sportiva Sturla, trova la rete dalla distanza con un bel tiro di Vergano. Al secondo minuto Savio del Padova commette un fallo da rigore su Michele Gilardo mentre stava per concludere a rete; dai cinque metri il mancino Cotella non sbaglia portando a 4 reti il parziale a favore dello Sturla. Vantaggio iniziale biancoverde che non si era mai verificato nelle due partite precedenti, anzi lo Sturla è sempre partito malissimo dovendo rimontare tutte le volte. Sugli spalti il presidente Conte è imperturbabile sa bene che questo vantaggio non significa nulla, tanta è la sua esperienza pallanuotistica per lasciarsi sfuggire anche solo una smorfia di sorriso. Piero Ivaldi continua nervosamente la sua personale maratona fuori dal bordo vasca. Il Padova non riesce a sfruttare diverse occasioni di uomo in più ma trenta secondi dopo il rigore Gottardo si fa trovare libero davanti a Dufour e non sbaglia accorciando le distanze per il Plebiscito. Il tabellone segna tanti pallini colorati al lato dei nomi dei giocatori biancoverdi, troppi falli e troppe espulsioni, la partita è ancora lunga e lo Sturla corre seriamente il rischio (cosa che poi avverrà) di rimanere con pochi giocatori disponibili. Viene fischiato un fallo in attacco a Gilardo e sulla ripartenza del Padova Stefano Giusti commette un fallo da rigore. Matteo Chiodo, mancino del Padova, non sbaglia il tiro e accorcia le distanze: 4 a 2. La partita riprende ed è subito il Plebiscito che si rende pericoloso nel prendere un palo sfruttando un’azione con l’uomo in più. Lo Sturla continua a collezionare espulsioni, ora è il turno di Lorenzo Bisso ma il Padova non riesce ad approfittarne. Un forte tiro di Rolla per il Padova rimbalza sull’acqua proprio davanti al portiere biancoverde terminando fortunosamente fuori dallo specchio della rete e sulla ripartenza di questa azione arriva il goal sturlino di Michele Gilardo: 5 a 2. Le espulsioni dei giocatori dello Sturla però continuano; la paura di riportare in gara il Padova fa commettere ancora un fallo al capitano Cappelli e questa volta il Padova non sbaglia, dopo uno scambio tra i fratelli Biasutti è Alberto che si trova libero davanti a Dufour e centra la porta 5: 3. Anche sulla panchina biancoverde cresce il nervosismo, si ha l’impressione che gli arbitri vedano solo i falli dello Sturla, ma è la tensione della gara che condiziona i pensieri di parte. A pensare male si sbaglia ma qualche volta ci si azzecca e infatti arriva un’ennesima espulsione, questa volta di Navone, ma fortunatamente il Padova non ne approfitta. Si arriva a metà gara, tutto può ancora succedere, lo sa bene Giorgio Conte, lo sa Ivaldi e lo sa bene anche Dodero che con la sua lunga esperienza invita i giocatori a mantenere quella calma e quella lucidità che spesso quest’anno sono venute a mancare. Inizia il terzo tempo e il Padova ha subito l’occasione di uomo in più e questa volta non sbaglia. Biasutti sorprende il portiere sturlino sul suo palo, complice un rimbalzo della palla sull’acqua. Il Padova giustamente non molla e si è pericolosamente avvicinato portandosi sul 5 a 4. Fortunosamente passano pochi secondi e Giacobbe si libera della marcatura e girandosi alla velocità della luce infila la palla alle spalle del portiere del Plebiscito. 6 a 4. Ora è lo Sturla ad avere un’occasione di uomo in più e Simone Villa non sbaglia l’opportunità portando il risultato sul 7-4. Ivaldi per un attimo sembra esultare, il presidente Conte tira un piccolo sospiro di sollievo ma la gara è ancora viva e nulla è ancora scritto. Lorenzo Bisso sostituisce l’autore del goal mentre il Padova colpisce la traversa; sul capovolgimento dell’azione lo Sturla guadagna un’espulsione a favore e Cotella serve a Bisso un pallone che il neo entrato non può sbagliare. Bisso esce imperiosamente con il busto dall’acqua e segna una rete importante: Sturla 8 Padova 4. Il Plebiscito ha l’occasione di andare a rete con l’uomo in più ma il passaggio a Robusto è entro i due metri e fortunosamente l’azione sfuma. Lo Sturla però non ne approfitta, anzi fioccano i falli e le espulsioni. Purtroppo uno dei falli commessi è da rigore e Chiodo, il mancino del Plebiscito, non sbaglia: 8 a 5. Nei minuti restanti del terzo tempo il portiere del Padova, Negro, è protagonista di tre difficili parate su tiri rispettivamente di Cotella, Vergano e Priolo. Anche il quarto tempo si apre con due splendide parate dei due portieri, il primo è Dufour che respinge un tiro ravvicinato poi è Chiodo che devia in angolo una saetta di Vergano. L’arbitro non vede un fallo evidente su Gilardo dove poteva starci un rigore a favore dello Sturla. La formazione dello Sturla cerca di forzare ma è bravo il portiere padovano a ribattere colpo su colpo. La tensione continua a salire e Stefano Giusti e Cappelli vengono espulsi definitivamente. Su una bella azione del Plebiscito Matteo Chiodo riduce il divario per il Padova: 8 a 6. Mancano ancora più di tre minuti al termine di questa combattuta finale, ora è il sentimento della paura che sembra prevalere tra le due squadre, la paura di non farcela a vincere e quella di non riuscire a rimontare. Il Plebiscito reagisce per primo con Dino Rolla che dal centro non sbaglia il tiro dell’ 8 a 7, ma passano solo pochi secondi e la Sportiva Sturla ottiene un rigore che Giorgio Cotella cinicamente non sbaglia: 9-7. Il Padova non ci sta e si porta avanti con i suoi giocatori di esperienza, la palla arriva a Tomasella che da una distanza siderale trova un bellissimo goal dimostrando tutto il suo valore: 9 a 8. Ivaldi che aveva visto pochi minuti prima il traguardo della sua personale corsa ora è incerto sulle gambe, deve trovare le energie per tagliare il filo di lana per primo, ma solo la sua squadra può aiutarlo in questa impresa. E infatti Dufour lo aiuta parando un tiro fortissimo del mancino Chiodo. Ora manca davvero poco alla fine della partita e Simone Villa interrompe un’azione pericolosa del Padova. Il traguardo è vicinissimo, la palla è gestita dallo Sturla che guadagna anche l’uomo in più, forse è fatta ma forse no. Ci pensa Gilardo a sciogliere i dubbi con il goal che vuol dire Serie A2. Bella partita, onore agli sconfitti che si sono battuti come leoni ma soprattutto gloria a questa squadra biancoverde che non ha mai mollato e ha saputo reagire quando tutto sembrava perduto. Il coro dei giocatori a fine gara che urlano il nome del loro allenatore è la ceralacca che pone il sigillo a questo match e a questo difficile e strano campionato. Sturla è in festa ma non è ancora il tempo di pensare al prossimo campionato, troppe ancora le tensioni da smaltire. Il presidente Conte sorride sornione, a volte le cose girano nel verso giusto.

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