Positiva al Covid. “La febbre il 20 febbraio”. Un giorno prima del Paziente 1

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“Ho ritirato gli esami il 10 aprile. Ho avuto il Coronavirus, le mie Igm e le mia Igg lo dimostrano. La febbre è comparsa il 20 febbraio”.

Il 20 febbraio, esattamente un giorno prima del tanto noto Mattia, paziente 1 di Codogno. Lucia ci racconta così la sua storia che potrebbe cambiare la storia del Covid-19 a Quinto – dove risiede – in Liguria e addirittura in Italia.

“Febbre alta per settimane – continua Lucia – tosse. Non mi hanno fatto il tampone perché non ne avevano neanche che per loro (i sanitari, ndr). Dopo le lastre, per fortuna senza polmonite, sono tornata a casa e mi hanno messa in quarantena. A un mio collega è stato necessario indossare il casco per la respirazione”.

Dove pensa di aver contratto il virus?

“La settimana prima sono andata a Milano per lavoro e ho preso treno e metro. Credo in quell’occasione”.

I sintomi, comparsi un giorno prima della scoperta del paziente 1, confermano quanto già molti scienziati stanno spiegando in questi giorni in merito alla circolazione del virus già da Natale 2019.

“Non so dove posso avere contratto il Covid – continua Lucia – fatto sta che sono serate tre settimane per riprendermi ma ora sono guarita. Ci tengo a sottolineare quanto sia importante sottoporsi al test sierologico, in questo modo tutti possiamo capire se siamovenuti in contatto con l’infezione oppure no”.

Come mostra il referto le immunoglobuline sono reattive. Cosa cambierà adesso che in Liguria – e più precisamente a Quinto – un caso di Covid19 viene alla luce chiaramente prima, cronologicamente, di Codogno? Da quanto il virus circola a Genova e in Italia?

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