Il Rotary verso i balletti

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Quarant’anni al servizio della città con l’obiettivo di incoraggiare e promuovere l’ideale del servire come motore e propulsore di ogni azione e iniziativa, dalla solidarietà alla cultura, dall’assistenza all’istruzione, dalla salute alla formazione. 
Era il lontano 1977: nel nome dell’austerity vengono abrogate le festività infrasettimanali, la Rai trasmette a colori, Enzo Tortora lancia Portobello, nelle sale cinematografiche esce “Guerre stellari” e la “127” è la macchina più venduta. In quell’anno viene fondato il Rotary Club Genova Sud Ovest, la sua attività di servizio è subito rivolta alle scuole, con premi scolastici per studenti meritori, in ambito sanitario, con screening oculistici e mammografici, iniziative a favore di strutture socio assistenziali, quali centri di accoglienza, case di risposo.

Nel tempo i progetti si sono moltiplicati, mettendo sempre l’uomo al centro di iniziative internazionali e locali. «Il Club – dice il Presidente Enrico Montolivo, amministratore delegato di Bagnara – è fortemente radicato nella città, ma ha grande attenzione alle problematiche globali». Nel nome della democrazia e dell’alternanza (è la rotarzione simboleggiata dalla ruota del logo Rotary) i presidenti durano in carica un anno. Uomini e donne si alternano alla guida del Club, caratterizzando con la loro sensibilità e professionalità le diverse iniziative di servizio.

Quaranta sono stati i Presidenti del Rotary Club Genova Sud Ovest: imprenditori, professionisti, avvocati, medici, commercialisti, docenti universitari, giornalisti. Nella terminologia rotariana sono i “past” presidenti.
 Francesco Tiscornia, avvocato e rotariano come suo padre Luigi, è il Past President a cui stata affidata la “regìa” per la festa dei primi quarant’anni del Club. «Vogliamo contribuire a fare Genova ancora più bella e a potenziare le sue capacità di attrattiva turistica e culturale» dice Tiscornia. «Con questo spirito riporteremo a Palazzo Rosso un magnifico camino della metà del Settecento, che era stato smontato per salvarlo dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale». Negli anni difficili della ricostruzione, lo storico e monumentale camino è stato dimenticato nei fondi dei depositi comunali.

L’iniziativa per il “service” culturale con un importante restauro favore della vocazione culturale della città è stata suggerita da Piero Boccardo, direttore Musei di Strada Nuova e socio onorario del Rotary Club Genova Sud Ovest. 
È affascinante la storia del camino ritrovato. Giovanni Francesco Brignole Sale, marchese di Groppoli 158esimo doge della Repubblica di Genova e ultimo re di Corsica, è il doge della rivolta di Balilla. Eminente personalità politica del Secolo dei lumi, ambasciatore, generale, finanziere e mecenate, Francesco Brignole Sale al rientro dalla missione diplomatica a Parigi, dove è stato ambasciatore dal 1737 al 1739, volle rendere più confortevole e calda la sua residenza, l’attuale Palazzo Rosso, rinnovando i camini già esistenti e realizzandone altri sul modello dei regali palazzi francesi.
 Quasi trecento anni dopo dal ritorno a casa del doge Brignole Sale, il camino è ancora smontato in diversi pezzi e incrostato da strati di polvere nei depositi del Museo Sant’Agostino. 
Il restauro e ricollocazione del camino nel salone originario di Palazzo Rosso è il dono che il Rotary Club Genova Sud Ovest vuole fare alla città per ricordare l’appuntamento con i “suoi primi quarant’anni”. «Stiamo concentrando tutti i nostri sforzi – spiega Tiscornia – per raccogliere i fondi necessari per il restauro e la ricollocazione nel percorso di visita museale a Palazzo Rosso dell’antico camino».

Nella serata di lunedì 19 giugno al NH Marina, in cui si ritroveranno i cento soci del Rotary Club Genova Sud Ovest insieme con altri rotariani, il dono sarà consegnato a Cristiana Benetti Alessandrini, dirigente responsabile Settore Musei e Biblioteche del Comune di Genova, mentre Raffaella Besta, conservatore Musei di Strada Nuova fornirà la simulazione del lavoro di restauro e come sarà la sala di Palazzo Rosso, quando il camino sarà ritornato al suo posto dopo oltre settant’anni di oblio.

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