Siringhe nei parchi

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Una siringa tra i prati. Abbandonata, senza tappo sull’ago, una di quelle da insulina. “Sembra di essere tornati negli anni ’80 – si dispera Mara Iosti, assidua frequentatrice delle ville nerviesi – da tempo non si vedevano e l’idea che i tossici possano tornare fa paura. L’idea di avere questi sbandati nei giardini sotto casa mi terrorizza sul serio”.
Anche Gaia Villa, nostra lettrice, posta sulla pagina Facebook ufficiale de Il Nerviese una foto quanto mai esplicativa: una siringa usata gettata tra l’edera e foglie secche; stantuffo arancione e ago scoperto bene in vista. Il commento è lapidario: “Appena trovata al parco…”.
I commenti di disappunto e di sgomento si ripetono e fanno eco proprio sotto lo scatto all’oggetto incriminato. “Credevo che quei tempi fossero finiti” oppure “Non possiamo neanche più portare i bambini ai parchi”.
C’è timore di potersi ferire con gli aghi – magari infetti – di poter incontrare qualche maleintenzionato, paura che racconta Nilde Crovetto, pensionata di 73 anni: “Porto spesso il mio cane (un incrocio di piccola taglia dagli occhi dolcissimi) ai parchi vicino all’orario di chiusura. Temo che possano fermarmi e minacciarmi per rubarmi quei pochi spiccioli che porto in tasca”.
La notizia ha già fatto il giro del quartiere e sui prati, quelli in bella vista le urla dei genitori sono chiare e ben udibili: “Bambini non andate a giocare vicini ai cespugli”.

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