Sport e Levante: quattro chiacchiere con Antonio Micillo, presidente Coni Liguria

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Da Boccadasse a Capolungo, passando per Albaro. Si sa, il territorio del Levante è fucina di atlete e atleti che, negli impianti sportivi dei quartieri “orientali”, preparano importanti stagioni e gloriose partecipazioni ai giochi olimpici o a varie competizioni mondiali o europee.

Sport e Levante. A questo proposito abbiamo intervistato Antonio Micillo, presidente del CONI Liguria, uomo di sport – appunto – e uomo dalle mille risorse.

Presidente Micillo, possiamo tranquillamente affermare come il Levante sia territorio di Sport. Non è vero?

”Assolutamente sì. Villa Gentile a Sturla, l’Ardita Juventus a Nervi e le molte piscine che animano la costa fanno del Levante un territorio sportivo e associativo”.

Prima di entrare nello specifico, è notizia attuale quella che la vede ricandidarsi alla presidenza del Coni regionale per il prossimo quadriennio olimpico. È vero? 

“Sì lo confermo. Ho deciso di propormi anche per il prossimo mandato. Molti amici del mondo dello sport mi hanno chiesto di non lasciare la Liguria sportiva in un momento difficile come quello che stiamo vivendo in seguito alla pandemia”.

Il 2020, nonostante tutto, fa segnare dati positivi?

“Sì è stata dura ma siamo riusciti a raggiungere molti obiettivi che ci eravamo prefissati a inizio mandato”.

Per esempio?

”Il primo è sicuramente quello dell’incremento del progetto Educamp, i Centri Coni, i molti webinair al Salone Orientamenti incentrati sulle possibilità lavorative che lo Sport offre. Ancora la mostra sulla storia del Palasport a Palazzo Ducale e l’impegno per il suo recupero, ci teniamo davvero molto”.

E del Levante invece, cosa può dirci?

”La massa critica, definiamola così, degli impianti sportivi del Levante è sul litorale, questo genera grossi problemi in merito all’erosione della costa o alla forza delle mareggiate. È una vita che mi batto per andare a creare una protezione a mare, per esempio, con soffolte. Questo per tutelare e preservare il litorale cittadino e la meraviglia ambientale che vediamo ogni giorno nel Levante”.

Passiamo a una domanda che susciterà molti commenti ma dalla quale non possiamo esimerci. Piscina di Nervi, qual è il suo pensiero?

”Servirebbe una piscina a Nervi. Eccome. Aspettiamo e cerchiamo di capire dove verrà ricollocato l’impianto natatorio. Sì era parlato di Campostano ma stiamo vedere. Certo, è fuor di dubbio come una piscina a Nervi sia necessaria, d’altra parte c’è sempre stata. Un altro tema mi sta particolarmente a cuore”.

Quale?

“Sarebbe stato importante recuperare gli impianti sportivi alle Campanule. Ricordo i progetti che volevano far sorgere campi da tennis. Sarebbe utile e intelligente riqualificare l’area a uso associativo e, per l’appunto sportivo”.

Spostandosi ancora più a Levante?

”Mi viene in mente il calcio tra Quarto Castagna e Quarto Alta; la grande tradizione della pallanuoto con lo Sturla e il Quinto. Ancora il canottaggio a sedile fisse con Murcarolo o la meraviglia del Palio marinaro con la Società Sportiva Sant’Ilario a Capolungo. Abbiamo un patrimonio incredibile come quello del mare, è necessario recuperalo d’estate e utilizzarlo per eventi, un esempio sono i tornei di pallanuoto o il miglio marino”

Tralasciando le discipline d’acqua?

”Non dimentichiamo la pesca sportiva, però. Tolto tutto ciò, purtroppo, siamo carenti dal punto di vista delle discipline sportive. Ci sono le passeggiate sui sentieri e poi c’è l’Ardita Juventus con la sua polisportiva. Tuttavia il grosso dello sport levantino si concentra su pesca sportiva, vela, canoa, nuoto e pallanuoto”.

 

 

 

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