Trofeo Fabrizio De André, un successo di Sport e di grande cuore

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Un grande successo di sport, di pubblico e soprattutto di solidarietà. La seconda edizione del Trofeo di Beach Waterpolo intitolato a Fabrizio De André è stato tutto questo.

Davanti ai Bagni Medusa, una due giorni di pallanuoto che torna agli albori in mare e raccoglie circa 600 euro da destinare ai bambini (nei prossimi giorni verrà comunicata la cifra esatta) dell’Istituto Gaslini di Genova. In attesa delle ultime donazioni tutti i succhi di frutta, i budini e i prodotti offerti da Parmalat, Santal e Oro sono già stati consegnati dal vice presidente del municipio IX Levante Federico Bogliolo: “Finito il torneo, la festa e lo sport siamo venuti al reparto di Neuro Psichiatria dell’ospedale Gaslini per portare alcuni regali del torneo ai bambini ricoverati. Ho i brividi, tutto questo fa bene al cuore”.

Il torneo è stato vinto dal Settebello Waterpolo Tavernello, secondi classificati i ragazzi del Nervi’72 e terzi gli Alcolisti Anonimi. Giù dal podio la Waterpolo Parma, quinti gli AzzaBoys e cucchiaio di legno per l’Anonima Nerviese.

”Non posso fare altro che complimentarmi con tutti questi ragazzi – ha detto il presidente del IX Levante Francesco Carleo – State facendo del bene e non posso fare altro che applaudirvi”.

A premiare una squadra anche Mino Marsili, prima allenatore di pallanuoto, direttore sportivo della Pro Recco poi e oggi innamorato sensibile della waterpolo in acqua.

”Grazie a tutti – prende la parola il Direttore de Il Nerviese e giocatore dell’Anonima Nerviese Matteo Sacco in chiusura di torneo – Ci siamo divertiti e abbiamo fatto qualcosa di grande per i più piccoli. Ci rivediamo per la terza edizione”.

Alla fine distribuzione delle magliette del Torneo e foto di squadra per uno “sciogliete le righe” di abbracci e sorrisi. In chiusura di battuta anche un ritorno sulla piscina Mario Massa; a farla è Matteo Ciappina, colonna storica della Sportiva Nervi e nerviese doc: “A tutti qui sta a cuore il nostro impianto, fate di tutto per ridarla al quartiere. Ce la meritiamo”.